Mafia e politica. La Cgil Sicilia, assieme alla Cgil Catania e Caltagirone, chiede che “venga fatta luce sulle eventuali ricadute nel settore dei lavori pubblici, degli accordi tra politici e mafiosi nell’ambito dell’operazione Mercurio”, che ieri ha portato in galera 19 persone riconducibili o vicine al clan Santapaola-Ercolano, fra cui il deputato della Regione Sicilia, Giuseppe Castiglione, ex presidente del Consiglio di Catania, e il sindaco di Ramacca (Catania), Nunzio Vitale.
A prendere posizione, il settore Fillea del sindacato, rappresentato dal segretario generale siciliano Giovanni Pistorio, e dal segretario generale di Catania e Caltagirone, Vincenzo Cubito. Gli esponenti sindacali chiedono che vengano “subito chiariti tutti i dettagli dei lavori che sarebbero stati eseguiti preferendo società fittizie riconducibili a soggetti appartenenti ai clan mafiosi, sia a Catania che a Ramacca”.
“Già ai tempi dell’operazione antimafia Agorà – si legge nella nota del sindacato –, quando le forze dell’ordine misero in ginocchio anche la cupola imprenditoriale delle famiglie mafiose, la Fillea aveva segnalato il dramma delle aziende costrette a piegarsi perché schiacciate da altre manifestamente colluse”.
“Anche oggi – si legge – ribadiamo che servono azioni decise e prese di posizioni forti che arrivino prima delle concrete azioni mafiose. Sembra non ancora chiaro che è proprio ‘nelle fascia grigie’ che si insinua l’economia mafiosa, in grado di dialogare forse meglio di prima con la politica ed esponenti a volte insospettabili”.
“È necessaria una maggiore attenzione al sistema delle forniture nell’ambito delle quali potrebbero consolidarsi connubi e relazioni torbide – scrivono gli esponenti sindacali -. La magistratura valuterà le giuste rilevanze penali in questa triste vicenda. Ciò che abbiamo letto nelle prime ricostruzioni ci impone attenzione ai sub appalti e agli affidamenti diretti. Chiediamo da subito alle amministrazioni comunali la sottoscrizione di protocolli di legalità al fine di restringere quelle maglie rese sempre più ampie dal nuovo codice degli appalti”.
Redazione
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