Il sogno del parco di via Fiume (promesso ai cittadini di Belpasso dal sindaco Carlo Caputo attraverso il Cronoprogramma del 2013) che rischia di trasformarsi nell’incubo dell’ennesima colata di cemento, approda domani sera, mercoledì 19 marzo 2025, alle 19,30, nell’aula consiliare del municipio etneo, con questo Ordine del giorno: “Mozione realizzazione di un parco urbano in via Fiume”.

L’impegno scritto nel Cronoprogramma 2013 del sindaco di Belpasso (Catania) Carlo Caputo di realizzare un parco in via Fiume. Adesso in quella stessa area la maggioranza consiliare che sostiene Caputo ha proposto una colata di cemento. Sopra: l’oggetto del contendere: la superficie che dovrebbe ospitare il Parco o l’insediamento residenziale e commerciale. Silenzio del sindaco
Ma attenzione: solo in seduta “ordinaria” (cioè limitata agli interventi esclusivi dei consiglieri comunali), non in una seduta “aperta” alle relazioni o agli interventi orali dei cittadini. I quali possono sì partecipare, ma passivamente, senza prendere la parola, come era stato richiesto dalla mozione firmata dai sei consiglieri dell’opposizione Carmelo Carciotto (primo firmatario), Stefano Toscano, Andrea Paparo, Max Parasiliti, Salvo Licandri e Mario Pulvirenti.
C’è voluto un intervento “forte” della minoranza, che, ritenendo “inadempiente” il presidente del Consiglio comunale Andrea Magrì (il quale non aveva convocato il civico consesso entro venti giorni dalla presentazione della mozione, come stabilito dalla legge), ha scritto al prefetto affinché intervenisse per fare “rispettare la legge”.

Il presidente del Consiglio comunale di Belpasso (Catania), Andrea Magrì
A quel punto Andrea Magrì, massimo rappresentante dell’assise civica, non si è potuto sottrarre dai suoi doveri: ha convocato il Consiglio, ha inserito all’Ordine del giorno la mozione sul Parco di via Fiume, ma con una sottigliezza degna di nota: ha “chiuso” il dibattito all’interno del recinto politico, evitando di aprirlo alla parola dei cittadini.
E se nel corso delle interrogazioni del Consiglio comunale di ieri sera (anche in questo caso un argomento legato al tabù del Piano urbanistico generale: la lottizzazione del Villaggio ecologico bio edilizio di contrada Ciappe) qualche consigliere ha chiesto i motivi di questa “censura preventiva” alla Società civile, il presidente ha preferito non sbottonarsi dicendo: “Ne spiegherò i motivi mercoledì. Adesso preferisco non anticipare nulla per non condizionare l’esito del voto”.
Vedremo domani sera perché il presidente ha ritenuto di eliminare la Società civile da un dibattito così importante sul futuro del comune “più abusivo della Sicilia” (secondo uno studio della Regione). Onestamente quella di Magrì sembra più una risposta finalizzata a prendere tempo che a svelare chissà quale mistero.
Come si ricorderà (questo giornale ne ha fatto ampi resoconti), la vicenda dell’”insediamento residenziale e commerciale” al posto del tanto decantato parco, ha registrato un impulso velocissimo negli ultimi mesi (contrariamente a certe pratiche edilizie che senza i giusti santi in paradiso marciscono nei cassetti anche oltre dieci anni).
Basti dire che alcune settimane fa il progetto è approdato in Commissione urbanistica per essere studiato dai consiglieri di maggioranza e di opposizione che ne fanno parte. Nei verbali che abbiamo consultato è scritto: i consiglieri all’unanimità decidono di subordinare ulteriori discussioni sulla tematica al parere dell’Ispettorato ripartimentale delle Foreste di Catania in merito a un vincolo presente in quell’area.

Il brano tratto dal verbale della Commissione urbanistica del Comune di Belpasso in cui la stessa si impegna a “subordinare la trattazione della proposta all’esito dell’Ispettorato ripartimentale delle Foreste, in merito al parere del vincolo esistente”
Argomento rinviato, quindi, a data da destinarsi in attesa dell’arrivo del parere da Catania. Perché pochi giorni dopo – in assenza del documento – il punto riguardante la realizzazione dell’”insediamento residenziale e commerciale” è improvvisamente approdato in Consiglio comunale per l’approvazione? Perché questa fretta di “chiudere la partita”? Da chi è arrivata questa repentina accelerazione? Perché il primo cittadino non dice una sola parola sulla materia? Perché, dato che aveva promesso il parco nella stessa superficie, non si intesta questa battaglia per mantenere i suoi impegni?

Il sindaco Caputo al pc
Nel giro di qualche ora un pezzo di Società civile – anche su mobilitazione di questo giornale – si è organizzata e si è recata in Consiglio comunale per lanciare un messaggio chiaro: se votate per la cementificazione, ve ne assumete la responsabilità. Discussione liquidata nel giro di venti secondi con la seguente proposta da parte della maggioranza caputiana: si chiede il rinvio del punto per l’assenza del funzionario comunale che deve relazionare sul progetto. Tutti a casa.
Alcuni giorni dopo, l’opposizione presenta una mozione in cui chiede che sul promesso parco di via Fiume si apra un dibattito in Consiglio dando la parola anche ai cittadini. Il presidente Magrì dice no. Seduta riservata ai soli consiglieri.
Luciano Mirone
Non è giusto