“Il paese dell’anima. La cultura, l’impegno, l’arte e l’amore per Belpasso di Giuseppe, Ruccio e Nando Sambataro Interventi, testimonianze e racconti”. Un evento speciale, quello che si svolgerà sabato 29 Marzo 2025, alle 18, al Club Progressista di Belpasso (Catania), a distanza di quarant’anni dalla scomparsa del prof. Giuseppe Sambataro, quel “Professore di Sicilia” che ha lasciato tracce indelebili del suo insegnamento di materie letterarie al liceo “Cutelli” di Catania, oltre che a Matera, Cefalù e Palermo. 

Dopo quattro decenni è ancora viva nella comunità di Belpasso la sua memoria e ciò che è stato il suo impegno per la città dal punto di vista culturale, politico, letterario, artistico e umano. Schiere di giovani si sono formati sotto la sua ala pedagogica per andare ad attuare, durante il corso della loro vita, quegli insegnamenti, quei valori di quel “Professore di Sicilia”  che – per quanto mi riguarda e riguarda Belpasso – è stato uno degli ultimi educatori che questo paese ha avuto.

Ricordo ancora le parole dell’avvocato Giacomo Barletta: “ I mediocri non potevano comprendere la dimensione dell’Uomo. E non la capirono infatti, abituati a valutare il prossimo con il cannocchiale usato alla rovescia, coglievano della personalità del prof. Sambataro i dettagli, non potendone vedere la grandezza”.  

Sabato 29 Marzo, alle 18, quindi, ricorderemo ciò che lui è stato. Ma non ci limiteremo alla sua persona.

Ricorderemo anche due suoi figli – recentemente scomparsi – che con la loro azione, ognuno nel suo campo, hanno dato lustro a questo paese.

Il professore di Diritto Amministrativo all’Università di Catania, Salvatore “Ruccio” Sambataro. Sopra: il professore di materie umanistiche Giuseppe Sambataro, definito “Professore di Sicilia”

Il prof. Ruccio Sambataro, già ordinario di Diritto Amministrativo di quello che oggi è il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania, che ha onorato Belpasso nella formazione di tanti studenti, oggi affermati professionisti del mondo giuridico e universitario. Anche lui, come il padre, irradiava quel fascino intellettuale proprio di chi trasborda nelle relazioni col prossimo la dottrina della sua materia. Elargitore di insegnamenti preziosi e incessante sostegno non solo per i suoi allievi.

E poi Nando Sambataro, più estroverso perché, oltre che eminente penalista, era votato all’arte teatrale. Negli anni Sessanta ha avuto un ruolo di primo piano nella Brigata d’Arte Martoglio, curando diverse regie, inserendosi nel dibattito culturale proprio di quegli anni. Quando nel 2019 stavo preparando per Matera – capitale della cultura – lo spettacolo “Lucania paese di luce”, scritto da suo padre, mi confrontai telefonicamente col prof. Ruccio, che mi disse:  “ Di queste cose teatrali, se ne occupa Nando”.

L’avvocato Nando Sambataro, eminente penalista ed animatore, negli anni Sessanta e Settanta, del teatro a Belpasso con la Brigata d’Arte Nino Martoglio

Con l’avvocato Nando – che mi impose il “tu”  – abbiamo discusso a lungo di Belpasso. Tra le tantissime cose ricordo l’amarezza per la mancata creazione dell’Ente Teatro; suo padre aveva pronto anche lo statuto. Poi, con la sua prematura scomparsa, tutto finì nel dimenticatoio. Noi, però, non abbiamo dimenticato e quel sogno di “Belpasso: la piccola grande patria del Teatro siciliano” lo porteremo avanti.

Un altro rammarico aveva: quello di ciò che suo padre aveva fatto per il paese – senza esserne ricambiato – e scegliendo di rimanere ancorato al “paese dell’anima”, mentre poteva benissimo ambire e raggiungere altre e ben più alte mete. Pochi anni prima di morire donò alla biblioteca comunale di Belpasso tanti volumi che oggi fanno parte della “Donazione famiglia avvocato Nando Sambataro”.

Dunque sabato prossimo ci vedremo al Club Progressista, racconteremo di questi tre figli della migliore Belpasso, attraverso letture, interventi e testimonianze che stiamo programmando con Elena Sambataro, Luciano Mirone e Nunzio Sambataro.

Un momento che non vuole essere solo un ricordo, ma anche uno sprone a cercare di fare sempre meglio per questo paese, ognuno per la sua parte, per attualizzare quello che è l’insegnamento e l’eredità di questi tre belpassesi illustri, e non dimenticare tutto e subito, come spesso avviene da queste parti.

Gianni De Luca