L’associazione Civitas di Randazzo (comune del catanese sciolto per mafia alcuni mesi fa), lancia un appello ai cittadini per “contribuire all’elaborazione di un programma civico, realistico e sostenibile, attraverso incontri, gruppi di lavoro, seminari e assemblee pubbliche”. Come si ricorderà, il comune è retto da tre commissari prefettizi fino al prossimo luglio (salvo proroga), poi andrà alle urne per eleggere il nuovo sindaco e il nuovo Consiglio comunale. Quello che segue il comunicato integrale:

“AI LIBERI E AI FORTI”

È trascorso più di un secolo da quando un memorabile appello, firmato tra gli altri da Don Luigi Sturzo, domandò, agli uomini moralmente liberi e socialmente consapevoli, di cooperare al fine superiore dell’affermazione degli ideali di giustizia e libertà. Si era, allora, davanti ad uno degli snodi decisivi della storia dell’Italia, appena all’uscita da una guerra immane che aveva travolto intere generazioni di giovani, e frementi erano gli aneliti di cambiamento individuali e collettivi.

Oggi, davanti ad un’analoga svolta epocale, quell’appello ritorna attuale e ci interroga sul nostro futuro, come nazione appartenente all’Unione Europea e come membri di una comunità locale. Ciò che per anni è apparso scontato, improvvisamente non lo è più: la libertà, la pace, lo stato di diritto, la giustizia, la solidarietà, i valori su cui pensavamo di aver costruito la nostra civile convivenza, sono brutalmente messi in discussione da forze dalla illimitata voracità. L’affarismo spregiudicato, la volontà di sopraffazione, la negazione dei più elementari diritti umani sono i nuovi spettri che si aggirano minacciosi per l’universo.

Di fronte a questi pericoli incombenti non è più possibile restare indifferenti. È necessario agire: globalmente, mobilitandoci per la difesa della civiltà europea fondata sul diritto e la cultura; localmente, rinsaldando i legami di comunità e superando acquiescenza e personalismi.

Per Randazzo la sfida è particolarmente difficile a causa dei mali atavici che affliggono il paese e per lo stato di degrado in cui una classe politica inadeguata l’ha precipitato, esponendolo progressivamente alla violenza delle estorsioni, al dilagare della droga, all’accaparramento dei beni comuni, fino alla sospetta infiltrazione di consorterie mafiose negli apparati comunali.

Ora, se è indiscusso, in uno stato di diritto, che l’accertamento delle responsabilità penali spetti alla magistratura, altrettanto evidente è che l’esistenza di quei mali e di quel degrado chiami in causa le forze e gli esponenti politici che il paese hanno governato. Far finta, davanti ad un provvedimento sanzionatorio mai adottato nella storia del Comune, che nulla sia successo o chiudere gli occhi negando mali lampanti, oltre che ridicolo appare irresponsabile.

Tanto più che ai problemi annosi (rete idrica, energia, cimitero, centro storico, beni comuni, partecipazione, microcriminalità, welfare, politiche culturali, viabilità, strutture sportive, periferie, fiscalità …) si sono aggiunti il gravoso fardello del dissesto finanziario e la sciagurata assenza di risorse del PNRR lasciati in eredità dalla disciolta Giunta Municipale.

Ciononostante, il paese ha ancora le forze per reagire a questo decadimento: nell’onestà e nella laboriosità delle sue genti, nella vitalità della sua economia, nella ricchezza del suo patrimonio urbanistico e culturale, nell’attaccamento dei randazzesi alla propria storia. C’è l’urgenza, però, di mettere in campo tutti i rimedi utili a ridare dignità e coesione alla comunità attraverso il contributo di tutti i liberi e i forti, per risanare le ferite e costruire insieme un nuovo futuro.

Un’altra Randazzo è possibile, libera dalle mafie e forte della sua storia. Per costruirla proponiamo la costituzione di un movimento civico, trasversale e popolare, che raccolga le energie migliori del paese, nel mondo dell’associazionismo, dell’imprenditoria, della cultura, dell’istruzione, delle professioni e del lavoro. Sotto un’unica bandiera, quella della città! Per ergere un muro invalicabile all’illegalità e all’assalto ai beni pubblici e per ricostruire, tutti insieme e nell’interesse di tutti, la nostra casa comune.

CIVITAS vuole farsi fautrice, da subito, di questo percorso partecipativo, impegnandosi a contribuire all’elaborazione di un programma civico, realistico e sostenibile, attraverso incontri, gruppi di lavoro, seminari e assemblee pubbliche, senza tuttavia rinunciare al proprio scopo statutario che è, e resterà, quello della promozione sociale e culturale. Essa vuole farsi, altresì, garante del carattere aperto, democratico e paritario dell’intero processo.

A tal fine, chiediamo ai Cittadini, alle Associazioni, ai Gruppi spontanei e alle Forze Politiche, che si riconoscono nei valori e nei contenuti di questo Appello, di esprimere la propria adesione al percorso proposto, consapevoli che, come recita un famoso aforisma, “per far sì che il male trionfi, è sufficiente che i buoni rinuncino all’azione”!

Nella foto: una manifestazione organizzata dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del comune di Randazzo (Catania), dall’associazione “Civitas” per sensibilizzare i cittadini alla legalità e alla partecipazione

Redazione