Il Disegno di legge (Ddl) Sicurezza e l’eventuale ruolo dei servizi segreti deviati, il rischio per il ridimensionamento o la perdita della “libertà e dei diritti fondamentali dei cittadini”, i “possibili depistaggi e le dannose omissioni, laddove da parte degli agenti operanti si fosse ispirati e guidati, con il rischio di interferenze anche di ‘agenti esterni’ da interessi in contrasto con quelli cui si ispira la nostra Costituzione e quelle sue leggi emesse a garanzia di uno Stato democratico”.
E’ duro il Coordinamento nazionale delle Associazioni dei familiari di vittime delle stragi nei confronti del Ddl Sicurezza, attualmente in fase di esame. I firmatari chiedono di poter essere sentiti “urgentemente” dalle Commissioni Giustizia e Affari costituzionali che congiuntamente lo stanno esaminando, “per un confronto che consenta di poter riportare entro parametri costituzionalmente accettabili il contenuto dei mandati operativi che il Ddl, e in particolare il suo art. 31, intenderebbe delineare”.
Tante le firme, fra le quali quella di Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, e di Salvatore Borsellino, presidente del Movimento Agende Rosse e fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio (l’elenco completo alla fine di questo articolo).

Salvatore Borsellino, fratello del Giudice Paolo, ucciso nella strage terroristico mafiosa di via D’Amelio a Palermo il 19 luglio 1992 (6 morti, 24 feriti). Sopra: un’immagine della strage neofascista di Bologna del 2 agosto 1980 (80 morti, 200 feriti)
La missiva, intestata al presidente del Senato Ignazio La Russa, al presidente della
commissione Affari costituzionali del Senato Alberto Balboni e alla presidente della
commissione Giustizia del Senato Giulia Bongiorno, esprime “forte preoccupazione” per “il calo di attenzione in quest’ultimo periodo” nei confronti del Ddl Sicurezza numero 1236, con particolare riferimento all’art.31, ed “il nostro disappunto per la mancata audizione delle Associazione delle vittime di stragi e di questo Coordinamento nazionale, prima della votazione, alla Camera dei deputati, del Disegno di legge in oggetto firmato Piantedosi Nordio e Crosetto”.
“Per quanto non espressamente statuito – dice il documento – avremmo ritenuto necessario che detta audizione fosse considerata doverosa, perlomeno in virtù e nel rispetto degli interessi di cui queste Associazioni e lo stesso Coordinamento sono portatori, in rappresentanza di familiari di vittime di stragi di mafia e terrorismo, nonché in memoria delle vittime stesse”.
“Ciò non è avvenuto – si legge ancora – ma non vorremmo intravedere in questi silenzi e apparenti sviste una volontà, che parrebbe invece esplicita, di concludere un iter di definizione di una legge, i cui dispositivi, se approvata, potrebbero drammaticamente ripercuotersi su equilibri e sicurezza dell’ordine democratico dello Stato”.
Quindi la lettera, passa ai contenuti del Disegno di legge, per i quali i firmatari mostrano “forti preoccupazioni”: “Gli ampi margini operativi – prosegue la missiva – che verrebbero concessi a ruoli istituzionali dello Stato quali gli stessi Servizi Segreti, per l’ampiezza dei mandati a loro conferiti, si presterebbero, grazie anche alle immunità concesse, a una potenziale gestione ‘non consona’, per non dire pericolosa, e che potrebbe mettere a rischio diritti costituzionali nonché le stesse libertà e diritti fondamentali dei cittadini”.
“Tra le righe di questa legge – viene spiegato – si intravedono ampi spazi di movimento per possibili depistaggi e dannose omissioni, laddove da parte degli agenti operanti si fosse ispirati e guidati, con il rischio di interferenze anche di ‘agenti esterni’, da interessi in contrasto con quelli cui si ispira la nostra Costituzione e quelle sue leggi emesse a garanzia di uno Stato democratico”.
Questi i firmatari, assieme a Paolo Bolognesi e Salvatore Borsellino: Nunzia Agostino, sorella dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini; Flora Agostino, sorella dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini; Paola Caccia, figlia del magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino dalla ‘ndrangheta; Giuseppa Catalano, sorella dell’agente di polizia Agostino Catalano ucciso nella strage di Via D’Amelio, Tommaso Catalano, fratello dell’agente di polizia Agostino Catalano ucciso nella strage di Via D’Amelio, Daniele Gabrielli, vicepresidente Associazione tra i Familiari delle Vittime della strage di Via dei Georgofili; Roberta Gatani, nipote del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio; Luana Ilardo, figlia di Luigi Ilardo, ucciso a Catania mentre stava per entrare nel programma di protezione per i collaboratori di Giustizia; Angela Manca, madre dell’urologo Attilio Manca, ucciso dalla mafia; Gianluca Manca, fratello dell’urologo Attilio Manca, ucciso dalla mafia; Rosaria Manzo, presidente Associazione Familiari Vittime della strage del Rapido 904; Manlio Milani, presidente Associazione Familiari Vittime della strage di Piazza della Loggia; Brizio Montinaro, fratello dell’agente di polizia Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci; Donata Montinaro, sorella dell’agente di polizia Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci; Nino Morana, nipote dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini; Stefano Mormile, fratello dell’educatore carcerario Umberto Mormile, ucciso dalla ‘ndrangheta; Nunzia Mormile, sorella dell’educatore carcerario Umberto Mormile, ucciso dalla ‘ndrangheta; Federico Sinicato, presidente Associazione Familiari Vittime della strage di Piazza Fontana; Franco Sirotti, fratello di Silver Sirotti, vittima della strage del Treno Italicus.
Redazione
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