Ieri sera il Consiglio comunale di Belpasso (Catania), dopo molti anni dalla presentazione del progetto, ha votato favorevolmente la lottizzazione del “Parco ecologico e bioedilizio” di contrada Ciappe. Questo giornale – a prescindere dai contenuti dell’elaborato – si è battuto affinché il comune etneo rispettasse il diritto alla risposta (positiva o negativa) che, pur spettando ad ogni cittadino, per tanto tempo è stata negata alla società che dovrà realizzare l’opera. Quella che segue la lettera inviata alla redazione de L’Informazione dall’ing. Enzo Victorio Bellia, estensore del progetto e rappresentante della stessa società, che in questi anni, attraverso denunce alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti, alla Regione, alla Prefettura, si è battuto affinché questo diritto venisse rispettato.

L’ingegnere siculo-argentino Enzo Victorio Bellia. Sopra: un tratto del terreno di contrada “Ciappe” a Belpasso (Catani) dove sorgerà il Villaggio ecologico bio edilizio
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Gentilissimo Direttore,
credo che questo Consiglio Comunale di Belpasso, dopo quasi 15 anni “di generale inefficienza, indolenza, abuso di potere, inadeguatezza umana e professionale, probabile ed accertabile malafede, probabili ed accertabili interessi personali e di gruppo”, ieri sera, lunedì 17 Marzo 2025, con l’approvazione all’unanimità del progetto di Ecovillaggio “Parco Bioedile Ciappe”, abbia voluto dare un segnale preciso, rumoroso e significativo, dove maggioranza e minoranza si sono finalmente ritrovate insieme responsabili, concordi e costruttive, nel comprendere ciò che può indicare un orientamento comune illuminante verso scelte partecipative più complesse e visionarie per delineare la Belpasso che vogliamo per il futuro, nell’interesse della “società civile” e non di una parte politica e/o economica.
Grazie anche al suo attuale presidente Andrea Magri, che ha mantenuto l’impegno assunto qualche mese fa, così come nel 2015 (10 anni fa), era stato l’ex Presidente, Salvo Licandri, a voler fare esaminare il progetto definitivo inoltrato nel 2014 all’UT.
Grazie anche all’arch. Carmelo Russo, che ha gestito la pratica nell’ultimo anno, quale ormai unico esperto in urbanistica rimasto disponibile all’interno dell’UT e che ha relazionato con efficacia e competenza, in qualità di responsabile del procedimento, davanti ai Consiglieri e ai componenti la Giunta Amministrativa.
Ritengo che il Suo giornale, L’Informazione, abbia avuto un ruolo fondamentale, ossia, il merito di sostenere, come hanno fatto anche Meridionews (https://meridionews.it/eco-villaggio-incompiuto-a-belpasso-parla-il-progettista-politica-preserva-lesistente-e-blocca-il-cambiamento/), con la direttrice Claudia Campese e Sestarete, (https://www.youtube.com/watch?v=LHD1ruoAp20), con la direttrice Valentina Mammino, una battaglia controcorrente, vischiosa, non facile, per far affermare diritti e doveri amministrativi, che in altri contesti sociali sarebbero stati scontati e garantiti con naturalezza, propria della “buona ed ordinaria amministrazione”.
In questa sede confermo la bontà e la veridicità del contenuto delle mie coraggiose e persistenti denunce, inoltrate negli anni in tutte le sedi istituzionali, dimostratesi, però, non sempre alla loro altezza e compito, però, vorrei sottolineare gli aspetti salienti e positivi del mio progetto.
L’idea dell’Ecovillaggio è nata per lasciare a Belpasso, la città dei miei genitori, una testimonianza concreta di un modello progettuale architettonico, urbanistico, sociale ed economico compatibile con la natura
Con quella natura, sole, acqua, aria, terra, vegetazione, animali, che oggi viene violentata da interventi in cui la responsabilità dei tecnici professionisti e delle imprese di costruzione, è pari a quella di chi punta solo al guadagno immediato, senza una visione globale delle relazioni fra i diversi sistemi.
Come il sistema delle acque meteoriche, potabili e reflue, queste ultime fitodepurate per essere recuperate agli usi domestici ed agricoli.
Come il sistema dei rifiuti domestici che alimenteranno la spinta sempre più alla differenziazione, il loro riuso, riciclo, il compost per fertilizzare gli orti biologici ed il parco botanico che sarà parte integrante dell’ecovillaggio e dei visitatori esterni, fruito al pari del più tradizionale verde pubblico attrezzato.
Come il sistema delle fonti di energia rinnovabile, sole, acqua, aria, terreno, per produrre calore ed elettricità, attraverso la tecnologia dei pannelli fotovoltaici, delle microturbine eoliche, degli elettrolizzatori, delle applicazioni geotermiche a scala domestica.
Come il sistema della vegetazione autoctona che per secoli aveva ricoperto i terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, con frutteti, vigneti, ortaggi, verdure, fiori, per garantire insieme agli insetti ed agli animali domestici e selvatici il ciclo biologico, fonte di sostentamento e di microclima per la comunità locale.
Come il sistema dei materiali naturali tradizionali utilizzati per le costruzioni integrati da altri modificati ed artificiali ma sempre ecosostenibili.
Come il sistema degli spostamenti interni affidati solo ai percorsi pedonali e delle autorimesse collocate tutte al di sotto degli edifici ed interrate.
Come il sistema delle attività commerciali che propongono la promozione e la vendita di prodotti agricoli e artigianali provenienti dal territorio.
Come il sistema delle attività terziarie che si occupano degli aspetti scientifici, economici, sociali, tecnici, che ricercano e forniscono soluzioni per favorire il territorio locale al servizio anche di chi lavora e soggiorna altrove.
Come la custodia necessaria della memoria storica su eventi che hanno segnato molte famiglie: l’emigrazione belpassese e siciliana in Argentina e la tragedia dei Desaparecidos, miei coetanei connazionali, ragione per cui gli edifici residenziali mutano le facciate da Sud a Nord, pur avendo sempre come punto di riferimento il profilo dell’Etna, “a Muntagna”, ed alternano i prospetti tipici di Belpasso a di Buenos Aires, passando da un cortile all’altro come se si attraversasse l’Oceano Atlantico.
Ecco, adesso che il dado è tratto, sarebbe auspicabile che maggioranza, minoranza e società civile, non rappresentata politicamente in Consiglio Comunale, trovassero un momento di sereno confronto-incontro per suggerire, esaminare e definire un modello di PUG ecocompatibile per lo sviluppo armonico del territorio belpassese, magari prendendo spunto, modestia a parte, dalle linee guida dell’Ecovillaggio “Parco Bioedile Ciappe”.
Le teste pensanti ed operanti a Belpasso ci sono.
Basta coinvolgerle e non emarginarle a discapito di chi, invece, ha meno competenze, meno capacità, meno rettitudine ma una discreta vocazione naturale e non indifferente disponibilità professionale ai compromessi.
Enzo Victorio Bellia
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