“ll progetto di riqualificazione e rifunzionalizzazione delle Terme di Acireale (Catania) rischia di trasformarsi in un’occasione mancata se non verranno chiariti i motivi che hanno portato all’esclusione dal piano di rilancio di due strutture fondamentali come l’Hotel Excelsior e il Centro Polifunzionale”, strutture annesse allo stabilimento termale. Lo denuncia, attraverso una interrogazione presentata all’Assemblea regionale siciliana, la deputata del movimento 5 Stelle, Lidia Adorno. 

Si tratta di “edifici che, se recuperati, potrebbero diventare il cuore pulsante di un nuovo polo per il turismo termale e rigenerativo in Sicilia. Che fine faranno? La Regione che intende farne?”, si chiede la parlamentare siciliana.

“Nel mese di febbraio – aggiunge Adorno -, alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano (Bit), il Presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani. aveva annunciato con enfasi il piano da 184 milioni di euro per il rilancio delle Terme di Acireale e di Sciacca”.

“Il progetto, finanziato con 90 milioni di euro di fondi pubblici (di cui 40 destinati ad Acireale) e 94 milioni di investimento privato (di cui quasi 42 destinati ad Acireale), punta alla creazione di due poli termali d’eccellenza”.

“A dicembre 2024 – prosegue la deputata pentastellata – la Regione ha pubblicato due avvisi esplorativi per selezionare operatori economici interessati a partecipare a un partenariato pubblico-privato. Un progetto ambizioso, ma che presenta non poche criticità”. 

“Innanzitutto la durata della concessione, fissata in 30 anni – critica Adorno -, che alcuni operatori giudicano troppo breve rispetto all’impegno economico richiesto, ma soprattutto l’inspiegabile esclusione di due strutture storiche, ovvero, come detto, l’Hotel Excelsior e il Centro Polifunzionale”.

“Attualmente – afferma l’esponente 5 Stelle – l’Hotel Excelsior versa in condizioni di degrado estremo, dopo anni di incuria, vandalismi e e danni dovuti all’ultimo incendio che ha colpito parte dell’edificio. Servono risposte chiare e tempestive da parte del Governo regionale. Sarebbe un peccato sprecare un bene pubblico che potrebbe diventare volano per l’economia e che rischia di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto”.

Nella foto: uno scorcio delle Terme di Acireale (Catania)

Redazione